Autoconoscenza ed empatia

L’unico essere che non ci abbandonerà mai, dal primo all’ultimo istante della nostra vita sulla terra, siamo noi stessi.

E come vivere in armonia con se stessi senza conoscersi in profondità, in modo tale da poter sviluppare le proprie potenzialità ed accettare i propri limiti?

È questo un passaggio fondamentale per poter vivere in equilibrio, trovando il proprio posto nel mondo.

Conoscere le proprie caratteristiche consente di affrontare le prove della vita in modo realistico, commisurato alle proprie forze, evitando le frustrazioni e i fallimenti che derivano sia dal sopravvalutare che dal sottovalutare le proprie possibilità.

La conoscenza e l’accettazione di sé riguardano tutti gli aspetti dell’identità personale: quello fisico, quello psichico e quello socio-relazionale.

E per ognuno di questi aspetti è necessario sviluppare una capacità di auto-osservazione che non è così semplice e scontata come quando si guarda qualcosa o qualcuno dall’esterno.

Quella che può apparire più immediata – la conoscenza del Sé fisico – non si limita infatti al guardarsi allo specchio, poiché lo sguardo non è mai neutro, ma inevitabilmente carico di connotazioni emotivo-affettive influenzate dai giudizi esterni, a loro volta  intrisi di condizionamenti sociali e dei canoni estetici imperanti a seconda delle epoche e delle culture. E tali condizionamenti giocano un ruolo decisivo nella percezione di sé (e nell’autostima che ne consegue), al di là delle caratteristiche oggettive del corpo che abitiamo. Per vivere con naturalezza e tranquillità abbiamo bisogno di cogliere le nostre caratteristiche fisiche liberandoci dai condizionamenti e valorizzando determinati tratti a nostro piacimento, indipendentemente dai giudizi altrui.

La conoscenza del Sé psichico è un compito ancor più complesso e articolato, poiché non osservabile direttamente ma attraverso le reazioni agli stimoli ed agli eventi che si manifestano nella nostra vita. È evidente che, di fronte ad uno stesso evento, innumerevoli possono essere le modalità di reazione (fisica, verbale, non verbale ed emotiva), sia dal punto di vista della qualità che dell’intensità. Ognuno di noi manifesta comportamenti diversi in base alla propria natura ed alla propria personalità, e persino le tendenze di fondo di ciascuno possono cambiare a seconda delle contingenze e delle varie fasi evolutive della vita.

Lo stesso dicasi per quanto riguarda gli aspetti sociorelazionali, laddove le caratteristiche individuali di ognuno  – che sia più o meno introverso o estroverso – vanno a combinarsi con le infinite possibili sfumature caratteriali dell’altro o degli altri (sia nella relazione a due che in gruppo).

Considerando quindi la complessità delle componenti in gioco nel processo e la continua evoluzione di ogni essere vivente, la conoscenza di sé può costituire un’esplorazione che abbraccia l’intero arco della vita e che non smette mai di coinvolgerci e di stupirci.

Antonino Sparla

Per poter instaurare relazioni sane e soddisfacenti con gli altri è inoltre necessario sviluppare una competenza comunicativa basata sull’empatia, ovvero sulla capacità di mettersi nei panni dell’altro cogliendone le emozioni e i bisogni. La consapevolezza del proprio e dell’altrui sentire consente di prevenire ed elaborare i conflitti che sorgono allorché si manifestano le inevitabili divergenze di opinioni e di vissuti con l’altro da sé. Del resto, capirsi reciprocamente è il primo anello della catena che consente di accettarsi e amarsi, nutrendo l’intimo universale desiderio di stabilire relazioni gratificanti.

A questo punto, se consideriamo l’educazione come quel processo che dovrebbe aiutare le giovani generazioni a crescere armoniosamente, sviluppando per l’appunto le potenzialità di ciascuno, come possiamo non ritenere necessario e fondamentale focalizzare l’attenzione sulla conoscenza di sé e sulla capacità empatica?